ANTIQUARIUM

L'Antiquarium ospita i reperti archeologici provenienti dal sito di Poggio Gramignano.

Gli scavi hanno avuto inizio nel settembre del 1984 e, ripresi poi nel 1989 dall’archeologo americano Professor David Soren e dal team della prestigiosa Università dell’Arizona, hanno portato alla luce i resti di una villa rustica romana del I sec. a.C. che doveva recare una superficie di circa 2000 mq.
La struttura architettonica della villa era molto articolata, rispondente al modello della villa perfecta teorizzato da Varrone, e conciliava i due poli opposti della utilitas-fructus / voluptas-delectatio, con spazi destinati all'otium del dominus, la cui permanenza in campagna era legata alla sorveglianza della produzione, ed aree di servizio adibite alla produzione agricola e/o all'allevamento di animali.
In questa villa veniva effettuata la viticoltura, collegata alla coltivazione dei salici, usati in prima istanza per legare le viti, di cui l’agro amerino andava famoso per possedere una delle tre varietà più pregiate. Le altre colture, praticate e destinate alla commercializzazione a breve raggio, a causa della facile deperibilità dei prodotti, erano quella del frutteto, in cui si poteva anche seminare, e dell’hortus, dove non si piantavano solo verdure e fiori, ma anche alberi da frutta.

Durante la campagna di scavi Soren, fu constatato però che la ricca e complessa struttura architettonica non aveva retto ai progressivi cedimenti del sottosuolo e che la villa era completamente crollata nel III sec. d.C. Gli studi e i ritrovamenti hanno individuato una successiva destinazione della villa, concretizzata attorno al 450 d.C.. Nel sito è stato rinvenuto infatti un cimitero di eccezionale importanza: una necropoli di 58 infanti. Grazie all'estrazione del DNA antico di uno dei bambini, si è potuta imputare la sua morte, e probabilmente quella di tutti gli altri, a un'epidemia di malaria.